LUCANIA ADIUS

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Carissimi spiaggiati di tutto il mondo l’avventura di Cortosplash in Lucania finisce qui!

Siamo stati bocciati. La terra che ha visto nascere e crescere con tanta passione, ma anche tanta fatica, questo festival non ci ha ritenuto meritevoli di essere sostenuti.

Cortosplash, il primo festival in Italia svolto interamente in spiaggia, la sala cinematografica unica al mondo, chiude i battenti in questa regione.

Siamo un piccolo festival, ce ne sono a centinaia, non abbiamo velleità di credere che l’immenso panorama culturale di questa  regione verrà sminuito dalla nostra assenza ma avevamo voglia di crescere, di essere riconosciuti e qui non ci è possibile.

Siamo convinti di aver lavorato senza risparmarci e con tanto entusiasmo, bene o male lo dirà il tempo, ma siamo soddisfatti delle tante dimostrazioni di stima e affetto che ci sono arrivate da tutto il mondo tramite il sito e dalle persone che ci hanno seguito, in questi anni, durante il festival. Cortosplash è stato esportato, imitato, amato in tanti luoghi e l’accoglienza che ha ricevuto altrove ci ha spinto a credere in questo progetto ma, purtroppo, non in Basilicata.

Abbiamo toccato tematiche importanti, abbiamo proiettato film difficili forse anche scomodi, mai passati in questa regione, realizzato mostre, dibattiti anche su temi sociali e crediamo, senza nessuna presunzione, che il nostro non sia stato solo intrattenimento.

Siamo orgogliosi di aver realizzato queste quattro edizioni solo con le nostre forze e con il contributo di chi ha apprezzato il nostro impegno e che ringraziamo, siamo fieri della nostra indipendenza e per noi un sostegno, anche simbolico, sarebbe stato solo il riconoscimento della nostra (r)esistenza in questi luoghi. Eravamo uno dei pochi festival da queste parti e ci hanno fatto credere di essere importanti, caldeggiando la nostra partecipazione a un bando, ma evidentemente non era così, non c’era spazio per Cortosplash, non eravamo graditi, non eravamo idonei, non eravamo all’altezza delle altre proposte, o forse non eravamo in sintonia con le scelte della Regione Basilicata. Troppo libertari? Troppo piccoli? O semplicemente troppo stranieri? Non lo sapremo mai e a questo punto nemmeno ci interessa.

La nostra è stata comunque un avventura entusiasmante, una scommessa con un territorio difficile per noi, una sfida, forse persa in partenza, ma stimolante, una storia d’amore in cui abbiamo creduto nonostante i tanti segnali non incoraggianti ma senza accorgerci che alla fine era un amore non corrisposto.

Ne prendiamo atto, consapevoli che non tutti mali vengono per nuocere, siamo amareggiati, forse incazzati ma non vogliamo fare le vittime, non è nel nostro stile, siamo convinti che Cortosplash vivrà nuove stagioni d’amore, in altri luoghi e altri tempi. Ci lasciamo, come è nostra consuetudine, con una canzone dal nostro juke box all’idrogeno, una canzone che è liberatoria, catartica!

ENGLISH
Dear “beached” from all over the world, the Cortosplash adventure in Lucania ends here!
The land where this festival was born and grew up, with so much passion, but also a lot of effort, did not consider us worthy of being supported.
Cortosplash, the first festival in Italy played entirely on the beach, the cinema hall unique in the world, closes its doors in this region.
We are a small festival, there are hundreds of them, we have no ambition to believe that the huge cultural panorama of this regionwill be diminished by our absence but we wanted to grow, to be recognized and here it is not possible.
We believe we worked strong and with such enthusiasm, time will tell if good or bad, but we are pleased with the many demonstrations of esteem and love that we have received from all over the world through the website and from the people who have followed us in these years, during the festival.
Cortosplash has been exported, imitated, loved in many places and the welcome received elsewhere has led us to believe in this project but, unfortunately, not in Basilicata.
We have touched important issues, we have projected difficult films, perhaps even non easy to watch, never passed in this region, made exhibitions, debates on social issues and we believe, without any presumption, that ours was not just entertainment.
We are proud to have realized these four editions only with our strength and with the contribution of those who appreciated our commitment, and we thank them, we are proud of our independence and for us a support, even symbolic, would have been only the recognition of our (r)existencein these places.
We were one of the few festivals around here and they made us believe we were important, advocating our participation in a competition, but obviously it was not, there was no space for Cortosplash, we were not welcome, we were not eligible, we were not up to the other proposals, or perhaps we were not in tune with the choices of the Basilicata Region.
Too libertarians? Too small? Or simply too foreign? We’ll never know and at this point we don’t even care.
However, ours was an exciting adventure, a bet with a territory difficult for us, a challenge, perhaps lost at the start, but stimulating, a love story in which we believed, despite the many signs not encouraging, but without realizing that in the end was an unrequited love.
We accept this, we are sure that every cloud has a silver lining, we are embittered, perhaps angry but we don’t want to be victims, it is not in our style, we are convinced that Cortosplash will live new seasons of love, in other places and other times.
We leave you, as is our custom, with a song from our hydrogen jukebox, a liberating, cathartic song!
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big thursday

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Amici spiaggiati di Cortosplash, eremiti, punk, situazionisti, non allineati, ambientalisti, clandestini dell’esistenza di ogni specie, razza e religione, surfisti a tavola ed equilibristi del barbecue, NON SIAMO STATI RISUCCHIATI DALLE CORRENTI, abbiamo preso per un po’ altre direzioni, sapendo che saremmo tornati ad aggiornarvi sulla nostra avventura.

In molti ci avete chiesto che fine avessimo fatto, ma ci preme sottolineare, forse deludendo qualcuno, che non siamo proprio un festival che vive nei social. I social sono diventati più torbidi e preferiamo stare alla larga dai luoghi dove si vede poco a occhio nudo o con la maschera. Quest’anno abbiamo deciso di fare una scelta controcorrente posticipando le nostre date, un po’ per altri impegni lavorativi, un po’ per non sovrapporci ai mondiali di calcio in Russia e non scontentare Ziga (il nostro omino con la macchina da presa, simbolo di Cortosplash, che è ancora legato all’unione sovietica di Vertov e Ėjzenštejn ma pure di Yashin e Blochin), ma anche per non accavallarci alle feste patronali, alle sagre delle cozze, ai compleanni, ai matrimoni di amici e parenti, ai concerti di Raul Casadei, insomma vogliamo spostarci fuori dal caos degli eventi che caratterizzano i mesi di luglio e agosto e goderci pure noi, con Ziga, il surf, il mare, le bocce, la birra, il liscio e l’anguria, per cui Cortosplash si svolgerà a cavallo dell’autunno che noi amiamo al pari dell’estate. Nel sud di questo paese l’autunno è ancora caldo, ci si tuffa ancora, ancora sole e ancora mare con il sapore dell’estate che finisce e delle cose che vanno afferrate al volo, le onde sono più alte, non ci sono file in autostrada, niente insetti e creature svolazzanti notturne con cui si coabita in estate, ma soprattutto niente foto su facebook o instagram di spiagge, mari, tramonti, piedi, bikini, muscoli, tatuaggi, spaghetti alle vongole e libri aperti ma mai letti.

Sulla fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sono state scritte e cantate pagine memorabili. Siamo festaioli, solari, spensierati ma ci piace pure la malinconia, ci sguazziamo nella malinconia è nel dna di questo festival, la malinconia delle spiagge deserte, di ombrelloni chiusi ma di porti sempre aperti, giusto per sottolineare da che parte stiamo! E’ la stessa malinconia con cui abbiamo aperto le danze del nostro festival, nel 2014, con il primo post dedicato a Neil Young e alla sua malinconica “On the beach”.

Le altre novità di quest’anno, oltre alle date settembrine da definire, saranno la nuova location (stiamo valutando alcune ipotesi suggestive, che ci piacciono molto), un omaggio al film “Un mercoledì da leoni” a 40 anni dalla sua uscita e con cui abbiamo aperto questo post, un film ricco di metafore, libertario, festaiolo, rivoluzionario pieno di citazioni, di momenti indimenticabili ma anche di dosi massicce di malinconia, appunto e insieme agli amici spiaggiati, stiamo valutando gli eventi extra come mostre, incontri e visioni in anteprima, parallele al concorso dei corti. Presto vi daremo altre coordinate e scusateci se non abbiamo risposto a tutti vostri messaggi privati, parlo ai filmmaker che ogni anno ci seguono da tutto il mondo e che partecipano al bando con i loro film, quest’anno più di 2000, un numero enorme che però ci da una stima dell’interesse e dell’affetto verso il nostro festival e che ci fanno resistere e continuare a credere nel progetto nonostante mille difficoltà.

 

ENGLISH

Summers passed quickly, and often left no trace. Perhaps I remember the autumns and the other seasons better. (Big Wednesday)
Beached friends of Cortosplash, hermits, punk, situationists, non-aligned, environmentalists, clandestine of existence of any kind, race and religion, surfers at the table and acrobats of barbecue, WE WERE NOT BEING SUCKED INTO THE STREAM, we took, for a while, other directions, knowing that we would be back to update you on our adventure. Many of you asked us what happened to us, but we want to emphasize, perhaps disappointing someone, that really we are not a festival that lives in social media. Social media have become more muddy and we prefer to stay away from places where we can see very little with the naked eye or with the diving mask. Memorable pages have been written and sung on the end of summer and the beginning of autumn. We are reveler, sunny, carefree people but we also like melancholy, we wallow in melancholy, it is in the this festival’s DNA, the melancholy of deserted beaches, of closed umbrellas but always open harbors, just to emphasize which side we are on! It is the same melancholy with which we started of our festival, in 2014, with the first post dedicated to Neil Young and his melancholic “On the beach”. The other news this year, in addition to the September dates to be defined, will be the new location (we are evaluating some suggestive hypotheses, which we like a lot) and a tribute to the film “Big Wednesday” 40 years after its release and with which we opened this post, a film full of metaphors, libertarian, reveler, full of quotes, of unforgettable moments but also full of massive doses of melancholy, in fact. Together with the beached friends with whom we shared this journey, we are evaluating extra events, such as exhibitions and previews, parallel to the competition session. Soon we’ll give you other coordinates and sorry if we didn’t answer to all your private messages, I speak to filmmakers who follow us from all over the world each year and participate in the competition submitting their films, this year more than 2000, a huge number that it gives us an appreciation of the interest and affection towards our festival and that make us resist and continue to believe in the project despite a thousand difficulties. This year we decided to make a choice against the tide postponing our dates, a bit for other work commitments, a bit to not overlap the festival at the World Cup in Russia and to not displease Ziga (our little man with the camera, symbol of Cortosplash, which is still linked to the Soviet Union of Vertov and Ėjzenštejn but also of Yashin and Blochin), but also not to overlap it at patron festivities, mussel feasts, birthdays, marriages of friends and relatives, concerts of Raul Casadei. In conclusion we want to move away from the chaos of events that characterize the months of July and August and enjoy, with Ziga, surfing, sea, bowling, beer, smooth and watermelon, so Cortosplash will take place at the beginning of autumn, seasonthat we love like the summer. In the south of this country autumn is still hot, still dives, still sun and still sea with the taste of summer that ends and of things to grab on, the waves are higher, there are no queues in highway, no summer insects and nocturnal creatures, but above all no photos on facebook or instagram of beaches, seas, sunsets, feet, bikinis, muscles, tattoos, spaghetti with clams and open but never read books.

 I follow the road
Though I dont know where it ends
Get out of town, get out of town
Think I’ll get out of town
Because the world is turning
I dont wanna see it   
Turn away

TUTTI AL MARE, TORNA CORTOSPLASH!

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Torna Cortosplash!

Torna per il 5° anno il cinema sotto le stelle, sopra la sabbia, davanti al mare!

Torna il primo festival internazionale di cortometraggi spiaggiati!

Prossimamente le date del festival, la nuova location e le novità di questa edizione.

On line il bando e la scheda d‘iscrizione, scaricabili dal sito internet del festival nelle sezione entry form, la scadenza per mandare i vostri lavori è il 28 maggio.

Infine, come ogni anno non poteva mancare ZIGA, il nostro omino con la macchina da presa, che torna a cavalcare le onde nella nuova illustrazione del nostro maestro Guglielmo Manenti.

(Cortosplash is back! Fort the 5th year the cinema under the stars, above the sand, in front of the sea is back! The first international festival of beached short movies is back! Soon the dates of the festival, the new location and the news of this edition. Online the announcement and the registration form, downloadable from the website of the festival in the “entry form” section, the deadline to submit your works is may 28th. Finally, as every year, we could not miss ZIGA, our little man with the camera, who returns to ride the waves in the new illustration of our master Guglielmo Manenti.)

…e c’è anche la zia che rimane a guardare
mentre noi ci tuffiamo nel mare
perchè lei dice che oggi il bagno non lo può fare
e nella testa ha la rima micidiale delle canzoni italiane
che sono state scritte tutte sulla riva del mare
tutti al mare, tutti al mare
ad affogarci nel mare…

La parola ai giurati

Alcune riflessioni conclusive su Cortosplah da parte della giuria della IV edizione.

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(la giuria di cortosplash prima della proclamazione dei corti vincitori)

“In qualità di presidente di giuria della IV edizione del festival Cortosplash intendo rendere pubbliche alcune riflessioni conclusive e qualche ringraziamento.

In primo luogo mi è toccato constatare quanto interessante ed equilibrata sia stata la selezione di corti messa in atto dal direttore artistico Giuseppe Tumino. A lui vanno i miei complimenti per aver elaborato un catalogo di cortometraggi di altissimo livello. E’ quasi tautologico quanto sto per dire ma mi sembra giusto ribadirlo: per mettere in piedi un festival serio di cortometraggi (così come di lungometraggi) due cose sono al tempo stesso necessarie e sufficienti: competenze tecniche e sensibilità artistiche. Entrambe queste caratteristiche mi è parso siano presenti nella figura del curatore del festival e dico ciò senza alcuna piaggeria dato che il cinema mi piace molto molto di più di quanto mi piaccia il dottor Tumino. Se il programma del festival fosse stato mediocre avrei semplicemente evitato di scrivere questa postfazione.

Altra cosa che molto mi ha colpito è l’organizzazione puntuale messa in campo da Alessandra Magarelli una ricercatrice che ha coordinato un gruppo di volontari che per tre quarti era composto da ricercatori. Bene, quest’intersezione viva tra arte e scienza mi ha colpito a tal punto che mi è venuta voglia di propormi come volontario nella ricerca nel caso in cui un giorno ve ne dovesse essere bisogno.

Trovo una grande ricchezza per la regione Basilicata, a cui sono molto affezionato, la presenza sul suo territorio di una realtà come Cortosplash e mi auguro che ne venga riconosciuta l’importanza a tutti i livelli, sia sociali che politici.

Ringrazio tutti coloro che hanno voluto prendere in considerazione il mio curriculum per propormi un ruolo tanto divertente come quello che ho ricoperto in questa ultima edizione di festival.”

Fulvio Pepe

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“Festival variegato; dai molteplici punti di vista, espressioni e tecniche.

Confluiti da ogni parte del mondo nella suggestiva spiaggia di Policoro.

Incontro magico tra Direzione Artistica, Giuria e Organizzazione.

Tra i giurati ogni differente prospettiva è stata occasione di confronto.

Tre giorni intensi e illuminanti di lunghe e appassionate conversazioni sulla cinematografia mondiale dalle quali è scaturito il criterio di scelta dei corti vincitori.

Il tutto accompagnato da prelibati sapori del territorio, preparati con amore e sapienza.”

Rosangela Pagana

(Leonardo Persia su Frederico Machado e Cortosplash)

“C’è il lettore che, sul treno, pur non distogliendo lo sguardo dal libro che legge, sente i paesaggi correre al suo lato, li fa entrare nella pagina e dentro di sé: paesaggio del paesaggio, passaggio di un passaggio. E c’è lo spettatore che guarda il film mentre, attorno a lui, un altro cinema, naturale, lo osserva. Al Cortosplash, il cinema è vis(su)to sullo schermo senza poter prescindere dallo scenario che lo avvolge. La sabbia ai piedi, mistica abluzione. Le stelle e la luna nel cielo, occhi della notte spalancati sugli occhi di chi guarda e l’occhio-luce, l’occhio-illuminazione, l’occhio-(che)mente del cinema. Dall’obiettivo (mai obiettivo), che afferra il tempo, allo schermo, occhio-rettangolo fuori dall’assedio del tempo. E poi il mare, i fotogrammi naturali delle onde, flussi sempiterni sempre uguali mai uguali. Non ci si bagna nello stesso fiume (mare), come non si vede mai lo stesso film, lungo o corto, anche quando sembra sempre lo stesso. I riflessi di luce sul mare, rimestati dagli sciabordii, smaniano e si dimenano come particelle luminose di Stan Brakhage, turbinio non inscatolato dello spirito. E ogni fotogramma del film (anche se digital) diventa espansione e contrazione di un mare della vita da attraversare, porzione inesauribile di mondo ancora più compresso/complesso nella durata breve del cortometraggio, fitto di sabbia e stelle interiori. De dentro para fora e viceversa, come il titolo di uno dei film (di Manuela Farias) presentati, dove il dentro serve per il fuori e il fuori per il dentro, e ogni seduzione rappresentata rappresenta ancora la seduzione dell’occhio di carne compiuta (e attraversata) dall’occhio meccanico, naked kiss. Il corto non ammette distrazioni come forse (fosse) il lungo. E un festival corto, solo tre giorni di pace, amore e cinema (anche musica: con la sezione videoclip), non a caso inserito in un villaggio denominato Aquarius (This is the dawning of the age of Aquarius…), non possiede lacune, rimossi, “non ho fatto a tempo a vederlo”. Lo si può bere tutto, centellinandolo. È una miniatura-miniera di festival, piccola perla preziosa, ricordo indelebile di tutto. Impossibile per me ripensare Vida en Marte (Is there life on Mars?…) senza lo sguardo illuminante di Rosangela Pagana o il taglio di Swimming in the Desert decurtando il tagliente elucubrare aforistico di Fulvio Pepe. E potrò più pensare Groucho Marx senza il sigaro iconico di Giuseppe Tumino? O alle lotte delle schiave africane contro l’oppressore bianco, dopo averne parlato nella Rabatana di Tursi, prima di vedere Talaatay Nder, con Alessandra Magarelli, eroina senza tempo? Davvero, al Cortosplash, il cinema corre magicamente dal dentro al fuori, restando sempre dentro quel fuori che ognuno di noi è. E non c’è immersione naturale che non diventi emozione motion. Un tuffo dove il mare è più cinema.”

Leonardo Persia

(la proclamazione dei vincitori)

 

A presto per la rassegna stampa completa e la foto gallery. Intanto Buone vacanze dallo staff di Cortosplash

 

 

Titoli di coda

COMUNICATO STAMPA

Titoli di coda per questa IV edizione di Cortosplash festival internazionale di corti spiaggiati, che ha visto la vittoria del georgiano Deda di Rati Tsiteladze.

Vola quindi verso l’est europeo, lo Ziga in ceramica , nato dalla matita di Gugliemo Manenti e plasmato da Dacia Arte.

Il premio nasce per volontà egli organizzatori come un esplicito omaggio a Dziga Vertov indimenticato regista russo della prima metà del ‘900.

Va invece al film britannico The chop di Lewis Rose, Il premio del pubblico.

La giuria, formata dall’attore e regista Fulvio Pepe in veste di presidente, dall’attrice Rosangela Pagana e dal critico cinematografico Leonardo Persia, oltre al vincitore assoluto ha decretato anche i vincitori delle diverse sezioni:

animazione al basco Beti bezperako koplak Eve; sperimentale al film italiano Santa Teresa; videoclip al canadese Great Headless Blank ; per la sezione “mare che divide, mare che unisce”  all’animazione italiana Teddy Bear. Il brasiliano Obrigados vince il premio dello staff Cortosplash.

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Lo scorso anno aveva vinto lo stesso premio Frederico Machado con Angustia.

Il talentuoso regista brasiliano è stato omaggiato al festival grazie alla presenza dell’assistente alla fotografia di Machado, Manuela Farias anche in concorso con il suo corto De dentro para fora e dal critico cinematografico Leonardo Persia grande estimatore del cinema di Frederico Machado e profondo conoscitore del cinema brasiliano.

Persia, nell’ultima serata, ci ha tenuto a ribadire che Cortosplash è stato l’unico festival italiano ad aver premiato Angustia e che il suo direttore artistico è stato l’unico in Italia ad aver colto le elevate potenzialità di Frederico Machado, destinato a far parlare di se a livello internazionale.

Il festival ha vissuto momenti emozionati, intensi, commoventi e divertenti con i film fuori concorso che hanno fatto apprezzare la scelta degli eventi speciali di quest’anno, due anteprime regionali che grazie a Cortosplash hanno visto la luce a Policoro nello splendido scenario della piaggia di Torre Mozza.

Sono stati proiettati infatti Vangelo di Pippo Delbono e Milano, Via Padova di Flavia Mastella e Antonio Rezza.

Con questa IV edizione è tornato pure lo Splash Social Club con momenti di incontro e confronto tenuti dalle coordinatrici dei progetti SPRAR regionali ARCI Sara Errico e Antonella De Salvo che hanno illustrato l’esperienza degli operatori SPRAR attraverso una videoinstallazione dal titolo Explorateur curata da Massimo Lovisco e da Mattia Giordano che ha presentato il suo spettacolo A Pllcor’ ch’ c’ va c’ mor uno spettacolo su Policoro, Per Policoro che parla di Policoro dagli anni ‘50 ad oggi.

L’incontro di Mattia Giordano ha visto anche la presenza dei figli di Antonio Mele, autore del libro Ci trovammo bene nel futuro, da cui trae ispirazione lo spettacolo. Particolarmente commosso l’intervento del dottor Filippo Mele, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, che ha ricordato la genesi del romanzo del padre, collocandolo in un momento storico importante per la Basilicata ovvero la riforma agraria.4 IMG_3435.jpg

All’interno del festival, molto apprezzate le mostre fotografiche di Donato Fusco e Federico Liuzzi e l’acquerello sperimentale di Egidio Viola.

L’ultima sera sono stati proiettati tre lavori di autori policoresi, di cui uno in anteprima assoluta, che hanno avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico.

I registi Dave D’Alessandro, Pino D’Alessandro e Giuseppe Amalfi intervistati dalla conduttrice del festival Roberta Magarelli, hanno ringraziato l’organizzazione per questa opportunità che ha fatto conoscere a molti una realtà come quella locale di cui non tutti erano a conoscenza.

Soddisfatti gli organizzatori e lo staff, in particolar modo il direttore artistico Giuseppe Tumino, e Alessandra Magarelli, coordinatrice del festival, i quali, nonostante la fatica e le difficoltà organizzative, si augurano che il festival possa mantenere il trend positivo di crescita e strutturarsi in maniera più articolata nei prossimi anni.

Entusiasmo e coinvolgimento totale da parte della giuria che ha più volte sottolineato l’elevata qualità dei corti selezionati e ha apprezzato l’accoglienza, la bellezza e le prelibatezze enogastronomiche del territorio lucano.

Appuntamento quindi alla V edizione che è già al vaglio degli organizzatori e che vedrà nuovamente la spiaggia come location per la visione dei film.

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Splashati di tutto il mondo a breve (speriamo), video, fotogallery e altri frammenti sparsi di queste straordinarie giornate festivaliere.

So hard to say goodbye
Meaning it today
I’ve said goodbye before
Leaving you alone
By the sea

We were thrown together
A world unlike our own
Believing in each other
We drifted far away
By the sea
By the sea

Some may say
Love comes easy
Unlike love
Ours was empty

Insincere and ever fading
Your words and love
Left me lonely
One-sided love
Is lost before it’s found
A chance that my love
Will never become, never become

Someone else will love me
Though I may think of you
It doesn’t really matter
‘Cause all my love was lost (by the sea)

In time I may forgive you
Or tell myself a lie
And leave what never was
Another chance to be (by the sea)
By the sea
By the sea

(Wendy & Bonnie)

SPLASH AWARDS 2017

La giuria della IV edizione di Cortosplash presieduta da Fulvio Pepe (attore/regista) con Rosangela Pagana (attrice) e Leonardo Persia (critico cinematografico) ha assegnato i seguenti premi:

The jury of the IV edition of Cortosplash chaired by Fulvio Pepe (actor/director) with Rosangela Pagana (actress) e Leonardo Persia (movie critic) has awarded the following prizes:

Primo premio assoluto/first prize:

Deda di Rati Tsiteladze (Georgia)

Motivazione:

Per aver espresso in poco più di 10 minuti una forza emotiva che nasce anche da un connubio riuscito tra regia e interpretazione.

Motivation:

For expressing in just over 10 minutes an emotional strength that comes from a successful combination between direction and interpretation.

Premio del pubblico/audience award:

The chop di Lewis Rose (UK)

Menzione speciale animazione/special mention animation:

Beti bezperako koplak Eve di Ageda Kopla Taldea (Spagna)

Menzione speciale videoclip/special mention videoclip: 

Great Headless Blank-Makeunder di Carine Khalife (Canada)

Menzione speciale sperimentale/special mention experimental: 

Santa Teresa di Emanuele Dainotti -Alessandro G. Capuzzi (Italia)

Premio CORTOSPLASH staff/ Award CORTOSPLASH staff: 

Obrigados di Henrique Grise (Brasile)

Premio mare che divide mare che unisce/special mention “sea that divides, sea that joins”: 

Teddy Bear di Hermes Mangialardo (Italia)

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splash social club is back!

EVENTI COLLATERALI

SPAZIO MOSTRE

DA VENERDì 4 AGOSTO

fotografia:

“Explorateurs” installazione videofotografica a cura di Massimo Lovisco
“Sopra la terra il mare” a cura di Donato Fusco
“Scatti randagi di Basilicata” a cura di Federico Liuzzi

acquerello sperimentale:

“Catturata dall’infante” a cura di Egidio Viola

 

 

Splash Social Club a cura dell’ARCI Basilicata 

SABATO 5 AGOSTO (ore 18,00)

Sara Errico e Antonella De Salvo (coordinatrici progetti SPRAR regionali ARCI)
I progetti SPRAR e l’esperienza degli operatori raccontati attraverso la mostra fotografica  “Explorateurs” La mostra descrive il viaggio di alcuni ospiti rifugiati accolti nei progetti del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo (Sprar) gestiti dalla Fondazione Città della Pace, in collaborazione con Arci Basilicata, Cooperativa Il Sicomoro e Associazione Tolbà.

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DOMENICA 6 AGOSTO (ore 18,00)

Mattia Giordano (attore teatrale)

Presentazione dello spettacolo teatrale:
A Pllcor’ ch’ c’ va c’ mor

Spettacolo su Policoro, Per Policoro. Parla di Policoro dagli anni ‘50 ad oggi, non attraverso i grandi eventi storico-politici del territorio ma attraverso storie ispirate a racconti di personalità del paese. La malaria è stata appe- na debellata, ma cosa succedese la comunità stessa diventa malattia per i propri componenti?

 

 

DOMENICA 6 AGOSTO (aspettando la premiazione)

NERO DI SEPPIA (1’38”)- di Pino D’Alessandro

Dei manager chiusi in una stanza, decidono come spegnere il nostro futuro.La spartizione dei lobbisti del petrolio, non tiene conto delle istanze delle popolazioni.

UNDERWATERJohn The Fisherman (videoclip 4’16”) – di Giuseppe Daniele Amalfi

L’AMORE TORNERÀ A NATALE (anteprima) – di Giuseppe Daniele Amalfi & Salvatore D’Alessandro

Saranno presenti gli autori : Pino D’Alessandro, Giuseppe Daniele Amalfi, Salvatore D’Alessandro